"... non verbum e verbo, sed sensum exprimere de sensu" (San Gerolamo, Epistola 57)
Tradurre significa trasporre un testo, pensato e scritto in una lingua straniera, nella propria lingua.
Ciò implica non solo un'ottima conoscenza della lingua di partenza e della propria lingua madre, nonché dei rispettivi contesti culturali, ma anche la capacità di comprendere il testo, interpretarne il senso e riprodurre l'originale fedelmente e con rigore terminologico.
Tradurre, quindi, non è un processo automatico (basti pensare ai programmi di traduzione automatica che, ad oggi, non si sono dimostrati all'altezza della traduzione umana), né una semplice equivalenza tra un termine nella lingua straniera e il suo corrispondente in italiano: infatti, i dizionari da soli non sono sufficienti per ottenere una buona traduzione.
Il traduttore professionista traduce verso la propria lingua madre e deve possedere una conoscenza approfondita delle discipline e degli argomenti trattati nel testo originale, oltre a caratteristiche indispensabili di professionalità quali competenza, affidabilità, efficienza, spirito critico, puntualità e riservatezza.
Lo scopo della traduzione - e del traduttore - è superare gli ostacoli linguistici e consentire una comunicazione efficace tra culture diverse.
Chi desidera un approfondimento può liberamente scaricare dal link sottostante la "Guida all'acquisto dei servizi di traduzione", pubblicata da AITI (Associazione Italiana Traduttori e Interpreti):
GUIDA ALL'ACQUISTO DEI SERVIZI DI TRADUZIONE
Inoltre, l'Ufficio per le pubblicazioni ufficiali delle Comunità Europee ha dedicato un agile opuscolo alle figure del traduttore e dell'interprete, che contiene approfondimenti e consigli utili per i committenti e sfata alcuni luoghi comuni sulla professione:
TRADUTTORI E INTERPRETI: IL SENSO DELLE LINGUE